Manifesto

Ci piace il pensare in libertà. Senza vincoli e senza limiti.

Libertà è per noi la possibilità di aprirsi, germogliare espandersi. Ognuno di noi in quanto persona è fatto per lasciare un segno. Ognuno di noi è una persona, cioè un essere in relazione. Non possiamo immaginarci in nessun istante come isolati dalla totalità degli altri.

Abbiamo diverse appartenenze, storie ed esperienze non omogenee: ci piace arricchirci di idee distinte, anche divergenti, ci piacciono il confronto e la dialettica.

Non ci spaventano le diversità, ci nutrono.

Noi pensiamo che oggi non ci sia altra via se non quella del reciproco riconoscimento delle diverse identità e del loro dialogo continuo, alla ricerca di ciò che unisce e soprattutto di ciò che fa crescere. Questo non vuol dire inseguire un sogno lontano, ma scoprire le possibilità che, dentro ciascuno di noi, non hanno ancora trovato espressione e che nell’incontro con l’altro possono finalmente disvelarsi.

L’unica appartenenza che però, qui, rivendichiamo è quella al nostro territorio.

Territorio che per molti di noi ha significato un approdo, che non ci ha visto nascere, ma che ci vede presenti, attenti e interessati alle sue vicende.

Ci piace sentirci parte integrante di una comunità. La comunità è ciò che interrompe la chiusura del soggetto e lo espone al contagio degli altri. Comunità è al tempo stesso fatica e gioia, debito e credito, obbligo e gratuità. E’ quindi un bene irrinunciabile.

L’integrazione è l’esatto contrario dell’integralismo. Si fonda sull’equilibrio dinamico di relazioni anche conflittuali, ma non distruttive, tra le parti, per creare un bene nuovo e nuovi pezzi di realtà. Non basta essere d’accordo sul “cosa”, occorre soprattutto trovare insieme il “come”.

Siamo curiosi, perché siamo convinti che solo la conoscenza delle cose renda migliori le persone e le metta nella condizione di cambiare in meglio.

Ci piace farci domande e ci piace anche farle, perché il dubbio è per noi un valore che ci allontana dall’omologazione e ci consente di crescere.

Quando non capiamo qualcosa ci attrezziamo per capirla e per trovare informazioni e testimonianze.

Ricerchiamo la trasparenza e la correttezza. Ricerchiamo quello che noi siamo: trasparenti e corretti.

L’omologazione ci rende tristi, crediamo nel protagonismo delle persone.

Non ci piace il lamento: quando ci sono cose che non vanno bene ci impegniamo per farle andare meglio.

La partecipazione diretta e la passione sono motivo e sostanza del nostro percorso.

Pensiamo che i diritti delle persone siano, appunto, diritti.

E i diritti, proprio in quanto tali, non si chiedono, si rivendicano.

Crediamo nella comunicazione, che richiede la capacità di ascoltare l’altro nella sua irriducibile diversità e originalità di carattere e stile. Rigettando il pregiudizio e la presunzione di sapere a priori ciò che l’altro sta per trasmetterci. Lo scambio e il dibattito devono servire a convincersi reciprocamente al fine di creare una posizione avanzata.

Questo spazio ha una redazione che elabora le sue pubblicazioni ma accetta contributi e supporti da tutti quelli che hanno a cuore il territorio del Mugello e, nello specifico, del Comune di Scarperia e San Piero.

Comitati, Associazioni e singoli cittadini, sensibili alle diverse problematiche che emergono nella nostra comunità sono i nostri interlocutori con i quali vogliamo attivare un reciproco scambio.

Ci interessano l’ambiente, i servizi, il lavoro, la cultura, il turismo e le risorse del nostro territorio.

Siamo convinti sostenitori dei diritti umani: il diritto alla salute, ai beni di prima necessità, all’occupazione, allo studio, all’abitazione, alla socialità e al divertimento.

Siamo per il rispetto delle differenze di genere, di razza, anagrafiche e non ci piacciono discriminazioni basate sulle preferenze sessuali, sul colore della pelle e pensiamo che “la terra su cui viviamo non l’abbiamo ereditata dai nostri padri, l’abbiamo presa in prestito dai nostri figli” e a loro dobbiamo restituirla nella migliore delle condizioni.

E allora nasce IL DADO, questo spazio di pensiero, questo archivio della memoria.

Come un DADO, questo luogo ha molte facce, non si basta mai, s’interroga e propone continuamente punti di vista poliedrici.

Come con il DADO, si scommette, in maniera appassionata e totale: sulla nostra vita e su questo territorio, si giocano partite troppo importanti per non essere giocate.

E poi, diciamolo francamente: siamo stanchi della solita minestra.

Da oggi, LANCIAMO IL DADO (iacta alea esto)